![]() |
Pablo
Neruda è lo pseudonimo che Neftalì Ricardo Reyes
scelse in onore del poeta cecoslovacco Jan Neruda (1834-1891)cantore della
povera gente. Egli nacque a Parral nel 1904, da famiglia modesta che trascorse
l'infanzia scontrosa nel piovoso, malinconico e selvaggio sud del Cile;
frequentò le scuole fino al liceo nella cittadina di Temuco e poi
l'Università a Santiago. |
XLVI Dalle stelle che ammirai, bagnate da fiumi e da rugiade differenti, io non scelsi che quella che amavo e da allora dormo con la notte. Dell'onda, un'onda e un'altra onda, verde mare, verde freddo, ramo verde, io non scelsi che una sola onda: l'onda invisibile del tuo corpo. Tutte le gocce, tutte le radici, tutti i fii della luce vennero, mi vennero a vedere presto o tardi. Io volli per me la tua chioma. E di tutti i doni della mia patria solo scelsi il tuo cuore selvaggio.
|
|
| XLIV Saprai che non t'amo e che t'amo perchè la vita è in due maniere, la parola è un'ala del silenzio, il fuoco ha una metà di freddo. Io t'amo per cominciare ad amarti, per ricominciare l'infinito, per non cessre d'amarti mai: per questo non t'amo ancora. T'amo e non t'amo come se avessi nelle mie mani le chiavi della gioia e un incerto destino sventurato. Il mio amore ha due vite per amarti. Per questo t'amo quando non t'amo e per questo t'amo quando t'amo. |
|
XXXIII Amore, ora andiamo alla casa dove il rampicante sale per le scale: prima che tu arrivi è giunta alla tua stanza l'estate nuda con piedi di caprifoglio. I nostri baci erranti percorsero il mondo: Armenia, densa goccia di miele dissotterrato, Ceylon, colomba verde e lo Yang Tsè che separa con antica pazienza i giorni dalle notti. E ora, beneamata, per il mar crepitante torniamo come due uccelli ciechi al muro, al nido della lontana primavera, perchè l'amore non può volar senza fermarsi: al muro o alle pietre del mare van le nostre vite, al nostro territorio son tornati i baci. |
|
|
|